lunedì 17 dicembre 2007

NOVITA' DELLA FINANZIARIA IN MATERIA DI SANITA'


Ecco le principali misure dell'area sanitaria contenute in finanziaria

La Camera ha approvato sabato 15 dicembre i tre maxi emendamenti presentati dal Governo al Disegno di legge finanziaria 2008. Il testo passerà ora al Senato per l'approvazione definitiva. Ecco i principali provvedimenti per la sanità approvati dalla Camera:



  • Cresce il fondo per l'assistenza alle persone non autosufficienti. Sale a 400 milioni di euro la dotazione del fondo per la non autosufficienza per l'assistenza ai malati non autosufficienti e bisognosi di assistenza continuativa.

  • Più risorse per il vaccino contro il cancro alla cervice uterina. Aumentano i finanziamenti alle Regioni (+ 30 milioni di euro), per la rapida esecuzione della vaccinazione gratuita contro il virus HPV responsabile del cancro della cervice uterina. Questa nuova vaccinazione pubblica, la prima efficace contro il cancro, sarà garantita ogni anno a oltre 250 mila ragazze italiane.

  • Cure palliative, unità di risveglio dal coma, terapia intensiva e screening neonatali. Nell'ambito dei fondi per l'edilizia sanitaria e il potenziamento dei servizi, la finanziaria vincola 150 milioni di euro per la realizzazione di strutture residenziali e per l'assistenza domiciliare dedicate alle cure palliative, 100 milioni per il potenziamento delle “unità di risveglio dal coma”, 7 milioni per il potenziamento e la realizzazione di nuove unità di terapia intensiva neonatale, 3 milioni per gli screening neonatali per patologie metaboliche ereditarie.

  • Risarcimento danni da trasfusioni, vaccini e talidomide. Sono stati stanziati 180 milioni di euro annui a partire dal 2008 (che si aggiungo ai 100 già previsti per il 2007) per il risarcimento dei danni subiti a seguito di trasfusione, vaccinazioni e sindrome da talidomide.

  • L'assistenza sanitaria ai detenuti passa al Servizio sanitario nazionale. Tutte le funzioni sanitarie svolte dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e da quello della giustizia minorile del Ministero della Giustizia vengono trasferite al Ssn. Si completa così finalmente il riordino della medicina penitenziaria avviato con la legge 230 del 1999.

  • Nasce l'Autorità nazionale per la sicurezza alimentare. Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, già istituito con decreto dei Ministeri della Salute e delle Politiche agricole nel luglio 2007, sale di rango e si trasforma in Autorità nazionale per la sicurezza alimentare. Essa opererà presso il Ministero della Salute ed avrà una sede referente a Foggia per la quale sono stati stanziati 6,5 milioni di euro per il triennio 2008/2010.

  • Stanziamento di 700.000 euro per potenziare la capacità di controllo e verifica della rete trapiantologia da parte dei Centri regionali per i trapianti.

  • Conferma dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati sulla base delle convenzioni della Croce Rossa Italiana.

venerdì 14 dicembre 2007

GIUSEPPE MARIANI (Verdi):FUORI TUTTI BAMBINI DALLE CARCERI

Segnaliamo questa iniziativa del Consigliere regionale del Lazio Mariani, condividendo lo spirito della proposta e vivendo in una realtà, quella di Como, dove all'interno del Carcere è attivo un nido.
Fidatevi! si tratta di un'esperienza forte.
F.V.

Ansa, 13 dicembre 2007

"Seicento libri della collezione della signora Rosa Pompilio, ultima nipote di Ennio Flaiano, sono stati consegnati al reparto femminile della casa circondariale di Rebibbia, grazie alla donazione di Giovanna Monoscalco. All’istituto penitenziario è stato regalato anche un televisore". Lo comunica in una nota Peppe Mariani, Consigliere regionale dei Verdi e Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio.
"Mi auguro che questo sia l’ultimo natale trascorso in carcere dai piccoli figli delle detenute - spiega Mariani - Questi bambini non hanno colpe ma sono costretti a vivere una vita non adatta alle loro necessità, imprigionati assieme alle loro madri, fra le sbarre. Purtroppo - continua Mariani - come evidenziano ricerche a riguardo, questi bambini una volta cresciuti, rischiano cinque volte più di altri di entrare in circuiti illeciti.
Fuori immediatamente i bambini dalle carceri: questo è quanto mi sono prefisso di realizzare, con fermezza, determinazione e caparbietà assieme alla carovana degli invisibili che ha portato e vuole portare alla luce, molte realtà di malessere e marginalità". "La politica deve fare il possibile affinché questo scempio finisca - dice Mariani - Si tratta di applicare il disegno di legge Buemi per modificare la legge Finocchiaro che prevede un vincolo per il quale una mamma con alle spalle più di una condanna penale non può usufruire del rinvio della pena o degli arresti domiciliari.
Le statistiche evidenziano che la madre detenuta appartiene a una ceto sociale molto povero e per questo è immersa in situazioni di piccola criminalità. Le nuove povertà, fenomeni in forte aumento, coinvolgono sempre più donne costrette ad arrangiarsi. La politica procede lentamente, seppure esistono esempi di progetti pilota in alcune città per migliorare le condizioni dei piccoli, i bambini continuano a vivere dietro le sbarre".
"Utilizziamo i beni confiscati alla criminalità e mettiamoli a disposizione dell’infanzia e per realizzare case di pena a custodia attenuata in collaborazione con l’Amministrazione penitenziaria e con la magistratura di sorveglianza - dice Mariani - Oggi abbiamo permesso che bambini in difficoltà e sofferenza, come quelli del Reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Umberto I, solidarizzino con i bambini di Rebibbia.
I piccoli dell’Umberto I, insieme all’Associazione Amici di Marco d’Andrea che opera come volontariato attivo nel reparto di Oncologia a supporto dei bimbi e dei loro genitori, dandoci un esempio di forte sensibilità hanno inviato dolcetti ai piccolini di Rebibbia affinché festeggino il Natale". "Questa solidarietà - conclude Mariani - rafforza il mio impegno che mi porterà ad utilizzare ogni mezzo istituzionale, compreso il Tribunale di Strasburgo, per far si che questa barbarie abbia termine e che questi bambini possano avere una vita normale e soprattutto libera come è nel loro diritto".

giovedì 6 dicembre 2007

CASSAZIONE:DIMISSIONI VOLONTARIE PER UNO SCATTO D'RA


In tempi di precarietà, appello ai lavoratori: occhio alle parole

Basta "me ne vado", lavoratore ha perso il posto
Dire al proprio datore in uno scatto d'ira "me ne vado ho trovato un altro lavoro" può far perdere il posto perchè equivale a presentare le dimissioni.

giovedì 29 novembre 2007

MERCATO DEL LAVORO, CHI SONO I 4 MILIONI DI ATIPICI?


Ricerca dell'Isfol: quanti co.co.co e co.co.pro in realtà fanno un lavoro subordinato?


Giovani ricercatori dell'Isfol l'hanno chiamata "Niente e' come sembra", come la canzone di Franco Battiato.
E' la ricerca, presentata oggi a Roma sul lavoro atipico in Italia, che indaga sulla distanza fra la 'forma' del lavoro (il contratto e le regole dell'assunzione) e la 'sostanza', ossia le reali condizioni di lavoro. Ne risulta un quadro in cui vengono descritti con precisione i contorni della cosiddetta flessibilita', e soprattutto gli aspetti di quel mondo ancora spesso sconosciuto, che si nasconde dietro la dicitura 'lavoro parasubordinato'.

Sono quasi 3,5 milioni (ovvero il 15,3% dell'occupazione) gli individui coinvolti in forme di lavoro atipiche.

Fra questi, oltre 1.827.000 sono dipendenti a termine, 347.000 apprendisti e 1.277.000 parasubordinati o meglio 'finti' autonomi (coloro che hanno la partita Iva, ma in realta' lavorano per un solo datore di lavoro, i co.co.co, i co.pro., i lavoratori a chiamata). A questa atipicita' 'base' va aggiunta, secondo alcuni analisti, la quota di part-time involontari (circa 580.000), pari al 2,6% dell'occupazione. In tutto, oltre 4 milioni di persone interessate in Italia dai lavori 'non standard', ossia diversi dal contratto di lavoro (full o part time volontario) a tempo indeterminato. I dati provengono dalla ricerca Isfol Plus, realizzata nella seconda meta' del 2006 su indirizzo della direzione generale Mercato del lavoro del ministero del Lavoro e con il contributo del Fondo sociale europeo, su un campione di oltre 40.000 individui. Lo studio propone nuovi indicatori del mercato del lavoro, capaci di far emergere sia la componente atipica dell'occupazione che l'uso improprio delle forme di impiego flessibili.
L'Isfol sottolinea che per descrivere il mercato del lavoro non basta illustrare le diverse tipologie contrattuali che lo compongono, perche' cosi' facendo non si tiene conto dei casi di 'falso positivo', ossia di chi formalmente appartiene a un aggregato lavorativo, ma sostanzialmente svolge un'attivita' in maniera difforme da quanto previsto dall'istituto contrattuale usato. Sono molteplici, infatti, i casi in cui la forma contrattuale e la natura effettiva dell'occupazione svolta non coincidono. Un caso emblematico e' quello dei finti collaboratori: sebbene formalmente siano da attribuire al lavoro autonomo, sovente svolgono mansioni ed erogano prestazioni sostanzialmente del tutto analoghe a quelle di un dipendente. Ma come si fa a capire quando i co.co.co., i co.pro., i collaboratori occasionali o le partite Iva vengono impiegati secondo modalita' lavorative tipicamente subordinate? Tra le caratteristiche di questi contratti, l'Isfol individua alcuni 'vincoli di subordinazione', che consentono la valutazione della natura subordinata del rapporto di lavoro. Ecco i dati: il contratto e' stato imposto al 65% dei co.co.co., al 55% delle collaborazioni occasionali, all'81% dei co.pro. e al 7% delle partite Iva. Il datore di lavoro esclusivo (la monocommittenza) riguarda quasi l'80% dei collaboratori, piu' della meta' delle partite Iva. La presenza e' un vincolo stringente per 6 co.co.co. su 10, mentre e' richiesto a 7 collaboratori occasionali o co.pro. su 10; anche 20 lavoratori a partita Iva ogni 100 devono attenersi a un orario giornaliero. L'80% dei collaboratori e quasi meta' delle partite Iva usano strumenti dell'azienda presso cui sono impiegati. Oltre il 60% dei co.co.co. e co.pro. ha gia' lavorato una volta con l'attuale committente, contro piu' del 50% dei collaboratori occasionali e oltre un terzo delle partite Iva.
Quanti, poi, vorrebbero diventare dipendenti a tempo indeterminato? Il 79% dei co.pro., il 73% dei co.co.co., il 58% dei collaboratori occasionali e il 24% delle partite Iva non vorrebbe rimanere nell'attuale forma contrattuale, ma ritiene piu' congrua un'occupazione dipendente permanente. Pertanto, attraverso la verifica della reale natura dell'occupazione, quando sono presenti 4, 5 o 6 fattori di subordinazione, si ritiene plausibile considerare questi autonomi come parasubordinati (pari a circa il 5,6%). Un altro esempio di possibile 'falso positivo' e' il caso del part-time, che potrebbe essere sia una condizione volontaria (e pertanto costituire uno strumento di conciliazione tra vita lavorativa e familiare) sia non volontaria (e come tale celare una condizione di sottooccupazione). Dall'indagine Isfol Plus, emerge al riguardo che solo il 50% degli uomini dichiara volontario il proprio part-time, incidenza che passa al 70% per le donne. A proposito di tipologie contrattuali, gli occupati con un contratto da dipendente a tempo indeterminato sono il 63% del totale degli occupati. Una quota che si riduce molto (quasi il 10% in meno), per i giovani. Il lavoro dipendente a tempo determinato ha una incidenza media poco al di sotto del 5%. Il Cfl, ovvero il contratto di formazione e lavoro, incide in media solo per lo 0,6%, l'apprendistato per poco piu' dell'1,5%, il contratto d'inserimento e' di poco sotto l'1%, cosi' come il lavoro interinale (presso agenzie di somministrazione). Il lavoro intermittente o a chiamata (la cui abrogazione e' prevista nel collegato alla Finanziaria sul welfare) registra un'incidenza dello 0,7%. Le collaborazioni coordinate e continuative incidono ancora per l'1,66% dell'occupazione, le collaborazioni occasionali per l'1,6 % degli occupati, i lavoratori a progetto per il 2,5%, gli imprenditori e titolari d'attivita' sono oltre il 10% degli occupati.
Il mondo delle partita Iva, i lavoratori in proprio, i professionisti, rappresenta il 7,2% dell'occupazione. Praticamente assente il ricorso al lavoro ripartito o job sharing, non sufficientemente presente da poter essere stimato, mentre i coadiuvanti familiari e gli stagisti, tirocinanti e praticanti e gli associati in partecipazione sono stimati nell'ordine di 6, 5 e 3 ogni 1.000 occupati. Ma tutta questa occupazione flessibile, si chiede l'Isfol, e' giustificata da esigenze produttive? Il 28% degli intervistati ritiene che l'attuale contratto a termine sia il preludio a un trasformazione in un contratto a tempo indeterminato e il 24% non ritiene ci siano motivazioni particolari. La restante meta' del campione indica come prevalenti le seguenti motivazioni: la stagionalita' dell'attivita' o i picchi di produzione (17%), il legame con una commessa o un progetto lavorativo specifico (11%), la sostituzione di personale (10%) e la necessita' di un periodo di pratica e specializzazione professionale (7%). Pertanto, conclude l'Isfol, appare alta la percezione di una forma contrattuale inopportuna rispetto alla mansione svolta e alle reali necessita' dell'azienda e oltre la meta' degli intervistati ritiene che la natura temporanea del proprio contratto non sia dettata da reali esigenze produttive.

martedì 27 novembre 2007

INDICATORI DI DISAGIO SOCIALE


Problemi della zona di residenza, accesso ad ASL, Pronto Soccorso, asilo nido e scuola materna.

Lo sviluppo dell’informazione statistica sui fenomeni della povertà e del disagio economico-sociale a livello regionale è uno degli obiettivi del progetto “Informazione statistica territoriale e settoriale per le politiche strutturali 2001-2008”, previsto da una convenzione stipulata tra Istat e Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico, e cofinanziato dai Fondi Strutturali Comunitari. Le risorse finanziarie destinate alle tematiche della povertà nell’ambito di tale convenzione, unitamente al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, consentono oggi all’Istat di diffondere alcuni indicatori di disagio che, nell’ambito della medesima convenzione, sono stati rilevati anche nel 2002 (Statistica in Breve “La povertà e l’esclusione sociale nelle regioni italiane”del 17 dicembre 2003).Nella presente nota, gli indicatori relativi alla zona di residenza e all’accesso ai servizi sanitari sono analizzati anche rispetto alla condizione economica delle famiglie misurata in termini strettamente monetari (povertà relativa).

Istat Statistiche in breve

Periodo di riferimento: Anno 2006

Diffuso il: 26 novembre 2007

giovedì 22 novembre 2007

NASCE LA FEDERAZIONE LOMBARDA MALATTIE RARE (FLMR)

Presidente Flavio Bertoglio, riunisce per il momento cinque associazioni impegnate nella lotta alle malattie rare: AIG, AIMPS, AISAC, ABM, RPItalia. Sabato la presentazione

Sono tante, piccole e spesso isolate: stiamo parlando dello oltre 500 Associazioni di “malati rari” a livello nazionale e delle circa 100 a livello della sola regione Lombardia che quotidianamente lottano per cercare di far sentire la propria voce. Ma da oggi in Lombardia c'è la Federazione Lombarda Malattie Rare (FLMR): un organismo “super partes” che riunisce l'esperienza di cinque Associazioni di Pazienti e che si propone come portavoce unico delle problematiche legate a queste malattie nonché come efficace strumento per dare forza ai diritti dei malati.
Grazie alla collaborazione e allo sforzo di tutti i soci fondatori, la neonata Federazione sarà in grado di esercitare un maggior impatto sulle Istituzioni Sanitarie regionali, stabilendo un contatto diretto e costruttivo con la Regione Lombardia, per garantire la tutela e la difesa dei più deboli e migliorare tutto ciò che ostacola l'attività delle singole associazioni.
“Fino ad oggi, nella nostra Regione, le singole associazioni si muovevano autonomamente - ha commentato il Presidente Federazione Lombarda Malattie Rare, Flavio Bertoglio - ora, grazie alla Federazione, aumentano significativamente le possibilità di fare sentire la nostra voce anche a livello politico, con effetti positivi per le associazioni e, naturalmente, per pazienti e famigliari”.
Attualmente la Federazione riunisce:l'Associazione Italiana Glicogenosi Onlus (A.I.G.), l'Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi e Malattie Affini Onlus (A.I.MPS), l'Associazione per la tutela del Bambino con Malattie Metaboliche Onlus (ABM), l'Associazione per l'informazione e lo studio dell'Acondroplasia Onlus (A.I.Sa.C) e l'Associazione RP Italia-sezione Lombarda Onlus (RP Italia), ma rimane importante la ricerca di nuove adesioni per far sì che la voce della Federazione sia sempre più forte, rappresentativa e concreta.
Per farsi conoscere alle associazioni di Malattie Rare la FLMR ha organizzato un incontro patrocinato dall'Assessorato alla Sanità Regione Lombardia che si terrà sabato 24 novembre alle ore 10 a Milano presso l'Auditorium Salesiani di via M. Gioia 48. Interverranno all'incontro: G. Baraldo - Direzione Generale Sanità, qualità e integrazione - Regione Lombardia e E. Daina - Centro Coordinamento Regionale Malattie Rare - Istituto Mario Negri