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mercoledì 13 febbraio 2008

LAVORO NERO:STIMA ISTAT


La misura dell'occupazione non regolare nelle stime di contabilità nazionale

Periodo di riferimento: Anni 1980 - 2005

L’Istat http://www.istat.it/ diffonde le stime sul volume di lavoro, coerenti con gli aggregati economici che contribuiscono alla formazione del prodotto interno lordo realizzato nel periodo di riferimento. L’aggiornamento delle serie completa il processo di ricostruzione delle stime, conseguente alla revisione generale dei conti nazionali i cui risultati sono stati pubblicati a partire da dicembre 2005. Le stime dell’occupazione presentate sono coerenti con i dati nazionali diffusi a marzo 2007 e con quelli regionali del gennaio 2008. Le stime riguardano l’occupazione espressa in termini di occupati interni, posizioni lavorative e unità di lavoro. Ciascuna delle suddette misure fornisce una diversa informazione del contributo del fattore lavoro al processo di produzione: gli occupati interni rappresentano il numero delle persone fisiche occupate; le posizioni lavorative stimano il numero delle attività svolte da ciascun occupato; le unità di lavoro (ULA) misurano il numero teorico di lavoratori a tempo pieno. In ciascuna delle diverse misure di occupazione è possibile distinguere la componente regolare da quella non regolare.I dati a livello nazionale sono disponibili in serie storica (dal 1980 le unità di lavoro e dal 1991 gli occupati interni e le posizioni lavorative), con un dettaglio pari a 30 settori di attività economica (corrispondenti alla classificazione NACE-Rev.1.1) e con informazioni distinte per ciascuna posizione nella professione (dipendente e indipendente). Stime regionali sulle unità di lavoro non regolari sono fornite per quattro macrobranche a partire dal 2001, anno base delle nuove serie dell’occupazione. Le nuove serie di dati sostituiscono ed aggiornano quelle presentate il 16 dicembre del 2005 nella Statistica in breve “La misura dell’occupazione non regolare nelle stime di contabilità nazionale”.

giovedì 4 ottobre 2007

LA POVERTA' RELATIVA IN ITALIA


Nel 2006 le famiglie che vivono in situazioni di povertà relativa sono 2 milioni 623 mila e rappresentano l’11,1% delle famiglie residenti; si tratta di 7 milioni 537 mila individui poveri, pari al 12,9% dell’intera popolazione.

L'informazione proviene dalla lettura dei dati forniti oggi 4 ottobre dall'Istat http://www.istat.it/ e riguardanti un'indagine riferita al 2006; nell'accezione di Povertà Relativa viene considerata la capacità di spesa.

A puro titolo di esempio credo valga la pena richiamare un dato: un nucleo familiare di due persone, secondo l'Istituto di Ricerca, viene considerato povero quando ha una capacità di spesa inferiore ai 970,34 €.
L'indagine completa è sisponibile sul sito Istat.
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20071004_01/testointegrale20071004.pdf