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martedì 23 ottobre 2007

ROMA, FEDERCONSUMATORI CHIEDE CONTROLLI ANTI DROGA NEGLI OSPEDALI


"Che fine ha fatto il progetto della Ministra Turco sui controlli antidroga per gli operatori sanitari, medici e paramedici, del servizio pubblico?". Se lo chiede Nicoletta Marietti, vicepresidente di Federconsumatori Roma dopo il caso di spaccio di droga all'ospedale Grassi di Ostia. "Per questi servizi e' urgente una normativa che consenta, anche in accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, analisi senza preavviso sul personale a cui e' affidata la vita delle persone per verificare l'assunzione di sostanze stupefacenti e il tasso alcolico".Analisi sulle acque e sull'aria romana, ricorda la Marietti, hanno mostrato alcuni mesi fa rilevanti concentrazioni di sostanze stupefacenti.

venerdì 19 ottobre 2007

GIUSTIZIA CGIL: CHIEDIAMO UN "PIANO MARSHALL" PER LE CARCERI (di M.Beschi e F.Rossetti F.P. CGIL)


Le carceri sono indebitate per circa 200 milioni di euro con costi enormi di gestione ed investimenti risibili per le attività di osservazione, trattamento e risocializzazione. Perché fra un anno non si renda definitivamente vano il ricorso all’indulto, l’unica strada è quella definita nel programma, non certamente quella del pacchetto sicurezza "Amato" prefigura.
"Il numero dei detenuti cresce mediamente di mille unità al mese, per cui tra un anno e mezzo, se non accadrà qualche fatto nuovo torneremo alla situazione di prima dell’indulto"; a queste semplici dichiarazioni del Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Dr. Ferrara occorre saper dare un’immediata risposta.
Risposta che non può ovviamente essere quella che il Guardasigilli si è affrettato a dare, la tesi per la quale senza "l’applicazione di quel provvedimento ci troveremo a quota 78 mila, quindi in una situazione devastante" per un sistema carcerario che non regge più.
Non che non sia giusto ricordare al Paese, alla Politica, al Parlamento la gravissima situazione in cui versavano le nostre carceri dopo la disastrosa gestione Castelli, ma è proprio da quella esperienza che bisogna saper uscire con un vero, organico, credibile piano "Marshall" sulla giustizia, penale e civile.
Il Ministro leghista riconsegnò al Paese più di nove milioni di cause pendenti, più della metà delle quali penali, tempi per i processi che mediamente si attestavano in 100 mesi, fra il delitto e l’appello; l’80% dei reati denunciati che rimanevano senza responsabilità accertate.
Il numero delle persone prese in carico dal sistema penale, prima dell’indulto, è cresciuto di sei volte: dai 35.000 del 1990 ai circa 200.000 del luglio 2006 (62.000 detenuti, 57.000 in misure alternative al carcere, 80.000 condannati in attesa del provvedimento esecutivo).
Le carceri sono indebitate per circa 200 milioni di euro con costi enormi di gestione ed investimenti assolutamente risibili per le attività di osservazione, trattamento e risocializzazione; al luglio 2006 il costo medio del detenuto era di circa 130 euro al giorno, di cui, più o meno, solo 15 euro spesi per "garantire" l’assolvimento del mandato che la Costituzione affida alla pena, la rieducazione.
La situazione, al netto degli effetti deflativi che il provvedimento di indulto ha comunque offerto al sistema carcerario, è rimasta la stessa, anzi, per ciò che attiene l’arretrato giudiziario, il provvedimento di indulto ha ingolfato ancora di più il sistema.
E allora che fare? Semplicemente applicare il programma dell’Unione sulla Giustizia e sulle carceri: riformare il codice penale - la Commissione "Pisapia" ha terminato i suoi lavori. A quando la formale presentazione dell’ipotesi di riforma e l’assunzione del necessario ddl da parte del Governo?; cancellare le cd. leggi vergogna del Governo Berlusconi visto che sono ancora intonse le leggi sulla recidiva (ex Cirielli), quella sull’immigrazione (Bossi-Fini), e quella sulle droghe (Fini-Giovanardi). La cosa inconcepibile è che non sembra enormemente complesso comprendere come queste leggi concorrano in maniera determinante al progressivo aumento della popolazione detenuta, caratterizzandola, sempre più, per la sua marginalità sociale; introdurre sanzioni penali diverse dal carcere per i reati di lieve entità e di minor allarme sociale; ricapitalizzare il sistema carcerario adeguandolo agli standard definiti dal regolamento penitenziario del 2000, mai applicato; valorizzare le professionalità penitenziarie evidenziando sempre più le caratteristiche sociali dell’intervento penale, in termini di reinserimento e rieducazione.
Un piano di interventi, quindi, già definito, concordato ed accessibile al Governo. Perché fra un anno non si renda definitivamente vano il ricorso all’indulto l’unica strada è quella definita nel programma, non certamente quella che il pacchetto sicurezza cd "Amato" prefigura. Le carceri sono già piene di immigrati, di tossicodipendenti, di microcriminali ai quali la Ex Cirelli ha negato qualsiasi possibilità di riscatto. Vogliamo aggiungere a queste fasce di emarginazione sociale le nuove emergenze dei lavavetri, dei posteggiatori abusivi e dei venditori ambulanti? Possiamo continuare a sacrificare un’avanzata idea di legalità e sicurezza in nome di un artato e strumentale bisogno di semplice decoro sociale o urbano?
L’alternativa che Governo e Parlamento hanno davanti è quella, da un lato, di recuperare un analisi realistica e onesta dei problemi della sicurezza e ad essa far corrispondere una organica azione di riforma legislativa, giuridica ed amministrativa (il Programma dell’unione, appunto), oppure continuare nell’autolesionistico rincorrere le campagne di opinione, in un vortice che alimenta reciprocamente allarmi, paure e invocazioni repressive verso il quale nessuna scelta di Governo o intervento della responsabilità pubblica potrà mai risultare soddisfacente, diventare capace di sedare un ansia indotta da poderose domande di identità, da profondi spaesamenti, da anomie legate alla crisi della società globalizzata.

Aprile on-line, 19 ottobre 2007

dalla Rassegna Stampa di Ristretti http://www.ristretti.it/

venerdì 21 settembre 2007

ATTENTATO ALLA CGIL il comunicato unitario




Bomba contro la sede CGIL in Valtrompia. CGIL CISL UIL Lombardia: gravissimo atto provocatorio.


Nella tarda serata di ieri, sconosciuti hanno fatto esplodere un ordigno davanti alla sede della CGIL a Gardone Valtrompia, in provincia di Brescia. L'ordigno ha causato danni materiali: fortunatamente in quel momento non vi erano persone nelle vicinanze e ciò ha evitato conseguenze peggiori.

Si tratta di un gravissimo atto provocatorio ed intimidatorio che colpisce una sede sindacale da tempo riferimento per lavoratori e pensionati.

Le Segreterie di CGIL CISL UIL della Lombardia, nell'esprimere la più ferma condanna di questo vile atto di violenza e la propria forte solidarietà a tutta la CGIL bresciana, invitano tutte le strutture ed i militanti alla massima vigilanza democratica.

L'attentato terroristico contro la sede di Gardone Valtrompia è un atto che colpisce non solo la CGIL ma l'insieme del sindacato confederale impegnato in questi giorni a realizzare la consultazione di lavoratori, pensionati e precari sull'accordo dello scorso 23 luglio su lavoro, welfare e pensioni.

Il mondo del lavoro ed i pensionati lombardi sapranno ancora una volta sconfiggere questi nemici della democrazia con gli strumenti dell'unità, della partecipazione e della mobilitazione democratica.




La Segreterie di CGIL CISL UIL della Lombardia



Sesto San Giovanni, 21 settembre 2007

mercoledì 19 settembre 2007

CONGEDO STRAORDINARIO PER CURA



Congedo straordinario di 30 giorni per cura ex-art. 10 del D.lgs. 509/88


Un'importante opportnotà per i lavoratori affetti da gravi patologie o invalidità sup. al 50% risultaessere il congedo al quale facciamo riferimento.


Il congedo in questione, secondo il Ministero del Lavoro, pur riconducibile alla ipotesi di malattia (vedi sentenze di Cassazione n. 3500/84 e n. 827/91) e quindi coperto da relativo trattamento economico, risulta escluso dal trattamento previdenziale.


L'INCA nazionale, in una nota dello scorso 18 settembre puntualizza i termini per poter fruire del presente beneficio; nel contempo, sul versante sindacale sarebbe auspicabile portare una novità così importante in sede di contrattazione.


Un primo positivo riscontro si è avuto grazie alla FILCAMS con l'accordo integrativo che riportiamo di seguito.




Contratto Integrativo aziendale – Fondazione Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano (5 luglio 2007)
Vi segnaliamo un contratto integrativo, firmato dalla Filcams-Cgil che ha normato all’interno del capitolo dedicato alla malattia il diritto dei lavoratori non solo al congedo straordinario per cure ma anche la copertura retributiva a carico del datore di lavoro (in questo caso la Fondazione Ente Fiera di Milano).

Infatti nel Contratto Integrativo Aziendale è previsto che :
“Qualora al lavoratore affetto da gravi patologie (a titolo esemplificativo affezioni tubercolari, riconosciute e assistite dall’ente competente per legge, malattie oncologiche, gravi cardiopatie, AIDS) sia riconosciuta una riduzione dell’attitudine lavorativa superiore al cinquanta per cento come nella previsione dell’art. 10 D.lgs. 23/11/1988, n. 509, questi potrà richiedere, per due volte, che il congedo straordinario spettante per le conseguenti cure nella misura massima di trenta giorni di calendario, anche non consecutivi, alle condizioni di cui all’art. 26 L. 30/3/1971, n. 118, sia retribuito. Dette cure debbono essere relative all’infermità invalidante e sostenute per esigenze terapeutiche effettivamente riconducibili alla medesima.
Tale congedo straordinario non viene conteggiato nel summenzionato periodo di conservazione del posto e della retribuzione per un periodo massimo di dodici mesi complessivi nell’arco di due anni solari.”